La casa è da sempre una componente cruciale per la qualità della vita delle persone, un bisogno complesso per tutti e ancor più per chi ha limitate capacità di reddito o presenta altre fragilità, più o meno temporanee. Negli ultimi tempi, nell’offrire una risposta abitativa in grado di fronteggiare questi svantaggi, è cresciuta la consapevolezza, la volontà e la capacità di intervento: un processo che ha permesso lo sviluppo di progetti di housing sociale e CAS.
I destinatari dei progetti di housing sociale sono nuclei familiari in disagio socio-economico, con una particolare preferenza per i nuclei monoparentali. Accogliamo anche uomini soli e neomaggiorenni tra i 18 e i 25 anni. Si tratta di persone che necessitano di un’accoglienza temporanea, finalizzata a un percorso di accompagnamento per il reinserimento sociale e/o lavorativo. L’educatore/trice professionale agisce in rete con gli stakeholder che ci affidano i progetti di housing sociale, al fine di raggiungere in sinergia gli obiettivi prefissati per le nostre famiglie.
I Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), finanziati e supervisionati dalla Prefettura, offrono un percorso di prima accoglienza per persone richiedenti asilo inviate dalla stessa Prefettura. Nei CAS vengono garantiti supporto abitativo e accompagnamento nei primi passi verso l’autonomia e la partecipazione alla vita sociale e comunitaria. L’educatore svolge un ruolo centrale nell’affiancare i nuclei accolti, facilitando l’accesso ai servizi del territorio e promuovendo una progressiva autonomia nella loro fruizione.
Siamo nati nel territorio di Bollate con il primo appartamento aperto nel 2017, fino ad arrivare a oggi con 5 appartamenti a Bollate, 2 a Limbiate e 1 a Seveso, con l’obiettivo di ampliarsi sempre di più. Attualmente riusciamo ad accogliere contemporaneamente un totale di 37 persone.